lunedì 24 maggio 2010

la Depressione

depressioneMi piacerebbe che gli esseri umani avessero verso le malattie un atteggiamento affettuoso e di gratitudine...
Si tratta infatti di “leggere” il messaggio che cercano di comunicare, facendo capire che c'è un disagio fisico o psicologico...
La depressione, ad esempio, uno dei mali più diffusi di questo secolo, è figlia dell’ignoranza e della paura...
Lo stato depressivo, in sostanza, è un messaggio che vuole comunicarci che abbiamo trascurato tutte o quasi le regole naturali, quelle relative al moto, al nutrimento, al necessario scambio di affettività, alla creatività…
E’ naturale che avvenga una sorta di ribellione che ci toglie qualsiasi forma di energia, per avvertire il nostro organismo che deve sottrarsi al peso eccessivo dei mille obblighi e abbandonarsi al restauro di tutti o quasi i desideri negati o disattesi o ignorati...
La malattia è l’annuncio ufficiale che il nostro organismo non accetta più di essere trascurato.

E’ il messaggio che state vivendo un destino che non è il vostro, un destino provvisorio che vi è stato lentamente imposto attraverso infinite obbligatorietà...
Allora si tratta di decidere, magari con l’aiuto di chi ha già saputo risolvere questo genere di problemi, di smettere di trascurarlo questo benedetto corpo con una modifica dei comportamenti, cercando di capovolgerne letteralmente lo stile...
Se per esempio vi sorprendete ad assecondare la depressione con un volto eccessivamente serio in offerta a chi vi saluta, cercate di vestire con un sorriso l’istante iniziale di ogni incontro,
scoprirete quanto importante sia una decisione così elementare, che farà affiorare i sapori dell’infanzia...
Si dice che il sorriso impegni non più di cinque o sei nervi, mentre un volto serio ne coinvolga quasi un centinaio…
Perché la depressione è figlia dell’ignoranza?
Perché se noi conoscessimo anche solo approssimativamente il meraviglioso funzionamento del nostro corpo non oseremmo mai metterlo in difficoltà sottoponendolo a forti squilibri...
Si può correre ai ripari limitando il proprio presente alla dimensione del giorno, ovvero:
Nascita al mattino e Morte la sera,
arredando la giornata con alcuni desiderabili progetti e cancellando le miriadi di sollecitazioni vaganti che opprimono la mente perdendosi nel passato e nel futuro...
Con un piccolo tocco di ironia sgombrate il vostro presente di tutto ciò che non riguarda la giornata che state vivendo e le forze torneranno a rinvigorire il vostro corpo...
E poco a poco, il disagio o la malattia assumeranno intensità diversa, sopportabile, fino, ben presto ad estinguersi...
Inoltre chiedete in prestito energia, anche solo con lo sguardo e il pensiero, a ogni cosa che vi circonda, al sole, a un albero a un bambino, perfino a un’ombra…

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